La marmellata che fa bene alla storia, ai monumenti e al Todaro.
Tra i simboli più rappresentativi dell’area marciana e di tutta Venezia, la statua di San Teodoro – Tòdaro in dialetto – santo bizantino e guerriero raffigurato nell’atto di uccidere un drago, sormonta la colonna occidentale di Piazzetta San Marco da quasi settecento anni, anche se quello attualmente visibile è un calco posizionato nel 1948.
“Legame – ha dichiarato l’assessore Paola Mar – è la parola chiave che fa da filo conduttore a questa iniziativa. Legame come sinergia tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, uniti dall’amore per Venezia e dalla volontà di preservare e valorizzare lo straordinario patrimonio culturale e artistico della nostra città.
La statua stessa del Todaro, nata dall’assemblaggio di parti diverse per provenienze, materiali ed epoche, è l’emblema dei legami che Venezia ha saputo intessere nel tempo e nello spazio e della sua capacità di intrecciare relazioni commerciali, diplomatiche e culturali.
Il manufatto è infatti composto da parti differenti: la testa, probabilmente d’epoca costantiniana, è in marmo bianco proveniente dalla Turchia occidentale; il torso apparteneva a una statua loricata di epoca adrianea; lo scudo è in pietra d’Istria; gambe, braccia e drago sono in marmo proconnesio, proveniente dal Mar di Marmara tra il Mar Egeo e il Mar Nero; altre parti sono in marmo pentelico lo stesso scavato vicino ad Atene e usato anche per il Partenone, le armi in metallo sono d’epoca medievale.
Ricordando la recente conclusione dell’intervento di restauro del Leone alato a Palazzo Ducale, sempre grazie alla collaborazione con Fondaco e all’intervento dei privati, Maria Cristina Gribaudi ha ringraziato l’azienda altopianese per l’impegno a favore della città: “La cultura – ha sottolineato la presidente confermando il ruolo fondamentale di imprenditori illuminati come Rigoni – non può fare a meno della fabbrica, né la fabbrica della cultura”.
La conclusione dei lavori è prevista per la primavera del 2017.
Tutte le fasi del restauro si potranno seguire in diretta, tramite la piattaforma Skyline Webcams, dai siti di Rigoni di Asiago, Fondazione Muve e di Fondaco.
“Un modo accattivante – ha ricordato Bressan – per incuriosire e coinvolgere tutti coloro che vorranno collegarsi da qualsiasi parte del mondo e per valorizzare le professionalità del restauro”.