Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha ricevuto il rabbino capo della Comunità ebraica di Venezia, Scialom Bahbout, accompagnato dal vice rabbino, Rav. Avraham Dayan, dal cerimoniere del tempio spagnolo, Bruno Foà, e dal consigliere della Comunità, Paolo Navarro Dina per consentire agli ebrei di spostarsi il sabato.
In base alla legge mosaica infatti – ha spiegato il rabbino – di sabato gli ebrei non possono spostare oggetti di nessun tipo da un luogo pubblico a uno privato e viceversa. A Venezia però – caso unico in tutta Italia – se il sindaco, che è la massima autorità cittadina, attesta che l’intera città si può considerare come un’unica grande “casa”, la prescrizione può essere osservata consentendo nello stesso tempo agli ebrei osservanti di spostarsi liberamente nell’area interessata dall’autorizzazione (in ebraico ‘eruv’). Un atto importante dunque, soprattutto per una città come Venezia che ogni anno è frequentata da milioni di turisti, molti dei quali di religione ebraica, ancora più numerosi quest’anno in occasione delle manifestazioni per i 500 anni del Ghetto.
Nel breve dialogo con il rabbino seguito alla firma del documento, il sindaco Brugnaro si è soffermato sul valore che l’osservanza della tradizione e il rispetto delle regole riveste, così come per la comunità ebraica, anche per Venezia stessa, da sempre esempio positivo di accoglienza e valorizzazione delle diverse culture che hanno contribuito a renderla grande.
L’incontro si è poi concluso con la consegna al sindaco, da parte del rabbino, di alcuni doni della tradizione ebraica: pane azzimo, vino di Gerusalemme, pani del sabato e dolci di Pesach, prodotti nel forno della Comunità veneziana.
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