Il sogno dei cicloamatori. Ora ci sono i fondi per 4 itinerari che percorrono rigorosamente in bicicletta tutto il Paese
In bicicletta da Verona a Firenze, da Venezia a Torino, dalle sorgenti del Caposele a Santa Maria di Leuca. E nella capitale un anello solo per i ciclisti, il Grab, Grande raccordo anulare delle bici.
Per la prima volta il governo finanzia itinerari ciclabili di lunga percorrenza, vere e proprie “bicistrade” pensate per lanciare il cicloturismo e, soprattutto, per attirare i turisti stranieri, pronti a varcare le Alpi per visitare sì l’Italia in sella della propria bicicletta, ma in completa sicurezza, proprio come succede da decenni nei loro paesi.
91 milioni di Euro in tre anni per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorità per il tratto della Ciclovia del Sole da Verona a Firenze, per VenTo, sigla immaginifica per individuare il percorso da Venezia a Torino lungo il Po, la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese e il Grab, 44 km per collegare Colosseo, Appia Antica, parchi e sistema fluviale della capitale con i quartieri di nuova costruzione.
“Non sono molti soldi – riconosce il deputato Paolo Gandolfi, coordinatore dell’intergruppo parlamentare mobilità ciclistica, che ha organizzato il convegno di domani alla Camera “Italia in bici” – ma nella legge quadro sulla ciclabilità ora in commissione è previsto che i finanziamenti alle infrastrutture ciclabili siano rinnovati ogni anno, come si fa per le strade. È un cambio di passo”.
Un cambio di passo reso possibile dall’attività di lobby di gruppi e comitati territoriali, dal pressing dei social e dall’impegno di alcune regioni. “Per ottenere la ciclovia lungo l’Acquedotto pugliese si è costituito un coordinamento di 56 associazioni e 20 imprese, per esempio pro loco, aziende alberghiere, tour operator.
Il progetto di VenTo è del Politecnico di Milano, 632 km da Venezia a Torino e 47 da Pavia a Milano per un totale di 679 km. “La pista più lunga del sud Europa – dice uno dei progettisti, Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale e ambientale – Alla fine dei lavori su questa ciclovia non ci saranno tratti promiscui, si potranno muovere soltanto i ciclisti, come succede sulle ciclabili europee. Perché i cicloturisti non esperti richiedono sicurezza e facillità di percorrenza. A servizio della ciclovia ci sarà poi la linea ferroviaria esistente. Tutto questo produrrà almeno 300mila passaggi all’anno”. E già la Regione Friuli-Venezia Giulia lavora per prolungare la pista da Venezia a Trieste.
E per incoraggiare la formula treno più bici la legge di stabilità finanzia anche le velostazioni, parcheggi per bici nelle stazioni ferroviarie con officine e spazi ristoro.